Cosa significa veramente per te essere un travel blogger? Intervista a Pavlo Fedykovych

Written by SV
06. 11. 2017 · 7 min read

Qualche settimana fa mi sono imbattuta nel lavoro di Pavlo. Mentre stavo controllando i feed del profilo Twitter di Sygic Travel, ho visto una foto di Český Krumlov, una città del mio paese, la Repubblica Ceca. Aprendo il suo profilo, ho scoperto che è un travel blogger originario dell’Ucraina, che si concentra sull’Europa centrale e posta delle foto veramente belle, oltre a collaborare con Lonely Planet e CNN Travel. Ci siamo scambiati dei tweet e, tre giorni dopo, ci siamo ritrovati a chiacchierare davanti a un cappuccino al Café Momenta, presso il Mercato Zelný a Brno.

Sembra che Twitter sia il mezzo che funziona meglio per te.
Sì, Twitter è la piattaforma che uso principalmente e penso sia la più efficace per il mio lavoro: funziona per qualsiasi tipo di contenuto che voglio pubblicare. I retweet e gli hashtag sono degli strumenti molto potenti per ottenere maggiore visibilità. A volte collaboro anche con agenzie di viaggio nell’area dell’Europa centrale, come Visit Czech Republic.

Quante volte al giorno twitti?
Tre mesi fa postavo circa 10 tweet al giorno. Era un piano da pazzi, però ha funzionato, il mio pubblico stava crescendo. Più tardi invece ho deciso di rallentare un po’ e, attualmente, posto dai 5 ai 6 tweet al giorno. Su Instagram posto una foto ogni due giorni, ma mentre viaggio creo di solito numerose InstaStories.

Quand’è per te il miglior momento per postare i tuoi contenuti?
Scegliere il momento giusto è molto importante. I miei follower sono di solito online dalle 7 di sera alle 10 del mattino: questo è il momento della giornata più impegnativo. La maggior parte di loro vengono dalla Gran Bretagna, ma mi seguono persone anche dagli Stati Uniti, dalla Germania e dai paesi dell’Europa centrale.

Pensi che il fatto che ottieni più retweet sia collegato con la tua collaborazione con Lonely Planet o la CNN?
No no no, non penso che la gente ne tenga troppo conto. Le agenzie di viaggio hanno bisogno di contenuti, mentre gli utenti di Twitter vogliono scoprire semplicemente nuovi bei posti. Io condivido le informazioni con tutti per far conoscere le bellezze dell’Europa centrale e dò consigli su come viverle al meglio.

Cosa significa essere un lavoratore freelance?
Il vantaggio più grande per me è la libertà: puoi lavorare seguendo il tuo ritmo e trovo questo aspetto molto importante. Dal punto di vista finanziario, vengo pagato per i miei articoli, ma non per il mio blog. Lo sviluppo come portfolio personale per mostrare quello che posso fare come travel blogger, così come sto cercando di farlo diventare la migliore risorsa online per viaggiare in Europa centrale. Gli articoli che scrivo per Lonely Planet e CNN Travel sono le mie fonti di guadagno. Il primo articolo che ho scritto per la CNN è stato sull’Ucraina, più precisamente sugli 11 posti migliori da visitare in Ucraina. Nel momento in cui l’editore mi ha contattato per scrivere l’articolo su Kiev, proprio in città si stava svolgendo l’Eurovision Song Contest. Più tardi, ho proposto un articolo sulla Bassa Slesia in Polonia ed è stato il secondo che ho scritto per la CNN. Funziona così: lancio la mia proposta, loro mi danno l’ok e stipuliamo un accordo. Per Lonely Planet invece è diverso: io per loro sono l’esperto del posto. Ogni mese mi affidano dei lavori legati a Kiev, la città in cui vivo. Preparo recensioni sui ristoranti, lavoro con i database, aggiorno i contenuti e scrivo articoli sulla città.

Vai a mangiare nei ristoranti per scrivere le tue recensioni?
In quanto abitante del posto ho già provato gran parte dei ristoranti, ma ovviamente vado nei locali, sia vecchi che nuovi, per poi mangiare e bere.

Come fai le tue ricerche prima di partire?
Uso Google Maps praticamente per tutto e leggo anche i post degli altri blogger. Siccome parlo la maggior parte delle lingue dell’Europa centrale, ad eccezione dell’ungherese, riesco a capire cosa scrivono i reporter del posto. Controllo sempre cosa dicono riguardo la città che andrò a visitare, i posti che consigliano, quali ristoranti e bar sono buoni, e così via.

Pensi che leggere gli articoli dei blogger del posto sia meglio?
Penso di sì, perché gli abitanti conoscono meglio il posto, vivono la città e possono condividere le cose migliori da vedere, i luoghi migliori dove andare. Personalmente, preferisco chi si concentra su un’area in particolare, ad esempio solamente la Croazia o solo la Francia oppure unicamente Parigi. Questo è quello che mi piace.

Hai un viaggiatore preferito?
Per me il migliore è Anthony Bourdain, credo sia il più straordinario del mondo. Viaggia 300 giorni l’anno e offre delle informazioni veramente buone. Per me è il viaggiatore ideale. Mi piace come presenta i posti che visita, è molto originale e, inoltre, il suo programma televisivo è veramente divertente.

Cosa pensi sia importante per diventare un travel blogger di successo ai giorni nostri?
La prima cosa è che ci si dovrebbe concentrare sul proprio pubblico: chi leggerà il tuo contenuto? Chi guarderà le tue fotografie? Prima di concentrarmi sull’Europa centrale avevo un blog su tutte le destinazioni in cui ero stato, ma era troppo generico e non ha funzionato. In seguito, ho iniziato a scrivere su quest’area in particolare e ho finalmente ottenuto il mio pubblico attuale. La seconda cosa importante è essere attivi: bisogna essere presenti sui social media 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ogni giorno, appena mi sveglio, controllo tutti i miei feed, poi faccio delle bozze dei post per Twitter, Instagram e Facebook. Lo faccio regolarmente, ogni giorno posto qualcosa. Se non lo fai, per i social media sei praticamente morto. In ultimo, il mio terzo consiglio è di offrire un contenuto di alta qualità e di evolversi costantemente.

Quando hai deciso di diventare un travel blogger?
Intorno al 2014 ho creato il mio primo sito web su Wordpress e ho scritto un articolo su come raggiungere Cracovia da Kiev. È stato il mio primo articolo. Poi, ho iniziato a studiare diritto europeo in Belgio, a Bruges. Da quel momento in poi ho deciso di trarre beneficio dal luogo in cui mi trovavo e ho iniziato a viaggiare nei dintorni e a scrivere dei miei viaggi. Ho chiesto ad alcuni uffici turistici se potevano pubblicare i miei articoli su Bruges, Oslo e altre città: è così che ho iniziato, ma non avrei mai immaginato che un giorno avrei potuto guadagnare seriamente scrivendo o che avrei lavorato per Lonely Planet e CNN Travel. Il mio obiettivo iniziale era di diventare un avvocato o di lavorare nell’industria musicale, perché la musica è un’altra mia passione, sono infatti un cantante e anche un compositore. Volevo lavorare per la Universal o per Sony Music, ma non ha funzionato.

E ora eccoti qua, come viaggiatore.
Sì. Quando sono tornato in Ucraina ho capito che dovevo concentrarmi su una particolare area geografica. Ecco come ho scelto l’Europa centrale: la conosco bene e l’amo veramente. Credo anche che sia molto sottovalutata, perciò ora uno dei miei obiettivi è di promuovere questi paesi. Ci sono anche zone dell’Europa centrale a cui non viene prestata nessuna attenzione, come Levoča in Slovacchia, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Levoča è una città fantastica e molte persone non la conoscono nemmeno.

Qual è l’idea più sbagliata che si ha del travel blogger?
La gente crede che sia di un lavoro super romantico, che si viene pagati per andare in qualunque posto e che si tratti semplicemente di divertirsi mentre ci si guarda intorno, alla ricerca di cose straordinarie, ma non è così. Quando si visita una città nuova, bisogna conoscere esattamente dove si vuole andare, come scattare le foto e da dove, così come la luce solare nel momento della propria visita. Richiede un sacco di ricerca, almeno per quanto mi riguarda.

Quindi, cosa farai oggi qui a Brno?
Sono venuto per raccogliere del nuovo materiale per i miei articoli. Tra un’ora parto per Telč, poi vado a Třebíč, a Kroměříž e torno di nuovo a Brno. Da qui parto per Cracovia e poi torno finalmente a casa in Ucraina. Non sono mai stato qui prima d’ora, quindi è una grande opportunità per me visitare questa città. Brno è una specie di mix tra Praga e Bratislava, ha un’architettura molto bella: non riesco a fermarmi nel scattare foto a tutti questi edifici in stile Art Noveau e funzionalista. L’adoro.

Grazie per quest’intervista, Pavlo.
Simona, pianificatore di viaggi e vacanze Sygic Travel

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